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Il risveglio di
Palazzo Re Enzo
28 agosto 2017

Un grido d’aiuto da
Notre-Dame de Paris

Lanciata una raccolta fondi per salvare Notre-Dame. La cattedrale in condizioni critiche a causa di un cattivo restauro ottocentesco.

di Alessandro Massacesi

“È il simbolo di Parigi, il simbolo della Francia, famosa tanto quanto la Città Proibita in Cina, un luogo da non perdere”. Così un turista descrive la Cattedrale Metropolitana di Nostra Signora, altrimenti nota come Notre-Dame de Paris.

Fu nel 1160, per volere di Maurice de Sully, vescovo di Parigi, che si decise la costruzione di una nuova e più ampia cattedrale. La prima pietra fu posata alla presenza di papa Alessandro III e alla sua costruzione, finanziata sia dalla Chiesa sia dalla corona di Francia, partecipò attivamente anche il popolo francese, finendo nel 1250.

Sono passati quasi otto secoli, ma sebbene l’immortale Signora abbia resistito a rivoluzioni e guerre, deve comunque fare i conti col tempo e con un cattivo restauro. Pietre friabili, deterioramento dei gargouilles, affaticamento delle arcate sono solo alcuni elementi che il Direttore della comunicazione di Notre-Dame, André Finot, ha portato all’attenzione generale, ipotizzando che parte della situazione sia imputabile al restauro di metà Ottocento.

Notre-Dame de Paris

“C‘è da chiedersi se i restauratori del XIX secolo non si siano fatti imbrogliare sulla qualità dei materiali” spiega. “Quel che notiamo è che in certi punti su due pietre che sono state sostituite alla stessa epoca e che non sono più state mosse, una è perfettamente conservata mentre l’altra ha subito un pesante degrado”. Una diagnosi che rivela un’alta possibilità di crolli e cadute dalla facciata, cui si aggiungono la pressione turistica e l’inquinamento atmosferico.

Oggi il bilancio dello Stato prevede già 2 milioni di euro all’anno per la conservazione di Notre-Dame, ma la stima per un vero restauro, secondo l’arcivescovo André Vingt-Trois, ammonta a circa 100 milioni di euro. Una cifra enorme che l’arcivescovo di Parigi vorrebbe raccogliere attraverso un’imponente raccolta fondi, ma potrebbe non bastare. D’altro canto, il Presidente della Repubblica Emmanuel Macron, in questi mesi, è stato molto chiaro sulle spese dello Stato Francese, apportando seri tagli, ma si sa, il fascino dell’antico ha sempre un prezzo e chissà che l’emergenza non gli faccia ammorbidire la linea politica.

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