Annunciazione_GuidoReni
In restauro “ L’Annunciazione”
del maestro bolognese Guido Reni.
14 agosto 2017
restauro al telescopio di Schiaparelli
Concluso il restauro al
telescopio di Schiaparelli
23 agosto 2017

Terremoto,
il nemico comune

Delegazione giapponese a L’Aquila per studiare ricostruzione e restauri del patrimonio culturale

Delegazione giapponese a L’Aquila per studiare ricostruzione e restauri del patrimonio culturale

Aquila, una delegazione giapponese per apprendere le tecniche di restauro e ricostruzione del patrimonio culturale aquilano colpito dal terremoto del 2009.

di Lorenzo Pedrini

Esistono popoli accomunati dalle vicende storiche, dalla fede religiosa o dalle tradizioni culturali e ce ne sono altri, vicini nei sentimenti per quanto geograficamente agli antipodi, costretti dalla sorte a vivere le medesime disgrazie.

E’ questo il caso, se si parla della terra che trema, di giapponesi e italiani, che si misurano da secoli con le stesse emergenze in fatto di terremoti e che hanno ora rinnovato una collaborazione mai così gravida di buoni propositi.
Da Kobe ad Assisi, da Fukuoka a L’Aquila e dal disastro di Fukushima alle macerie del Centro Italia dello scorso agosto, i soli ultimi trent’anni hanno infatti letteralmente scosso le certezze dei due Paesi in fatto di sicurezza e prevenzione, in uno stillicidio di vittime e danni architettonici e ambientali al quale oggi bisogna porre rimedio, meglio se insieme.

E’ del 9 agosto, in questo senso, la notizia dell’arrivo di una delegazione governativa nipponica, formata da accademici e tecnici specializzati, sui luoghi martoriati dal sisma aquilano del 2009, pronta a scambiare il proprio know how in fatto di edilizia antisismica con le conoscenze italiane sul fronte della ricostruzione e del restauro del patrimonio monumentale danneggiato.

Restauratori al lavoro

Un versante, questo, sul quale la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città dell’Aquila e i comuni del Cratere, diretta dall’architetto Maria Alessandra Vittorini, ha fatto in questi anni passi da gigante, capaci di stupire chi da millenni convive con gli imprevedibili sobbalzi della faglia di Nojima.

Gli eminenti sismologi delle università di Tokio Kasei Gakuin, Kokugakuin e Yamagata, accompagnati da un funzionario della sezione giapponese del Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali e accolti in Abruzzo dall’architetto Antonio Di Stefano, si sono meravigliati per l’enorme numero di interventi di messa in sicurezza portati a termine in soli otto anni, primo fra tutti quello sul castello cinquecentesco.

In un percorso conoscitivo che, su mandato ministeriale, aveva già condotto gli esperti del Sol Levante in Gran Bretagna, Francia, Germania, Stati Uniti e Nuova Zelanda, i delegati, infatti, hanno ammesso di non essersi mai confrontati con una tale mole di lavoro, svolto peraltro su edifici molto antichi. Per prima cosa, dunque, è stato visitato il Forte Spagnolo, mentre in seguito il tour del centro storico ha interessato Palazzo Lucentini Bonanni, Palazzo Cappa e il notevole Palazzo Cricchi, protagonista di uno dei pochissimi interventi di isolamento sismico che abbia coinvolto architetture monumentali.

“Le difficoltà risolte fino a oggi hanno fatto crescere una consapevolezza e una competenza del nostro personale tecnico e amministrativo che merita di essere condivisa – ha dichiarato in proposito la soprintendente Vittorini, che ha già presentato i propri lavori in Francia e in Turchia – e il prossimo appuntamento importante sarà ad ottobre a Cambridge, sul recente sisma marchigiano”.

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